Revenant – Redivivo: 5 motivi per (ri)vedere il film con Leonardo DiCaprio su Netflix

revenant-redivivo-netflix

Revenant – Redivivo, il film di Alejandro González Iñárritu con Leonardo DiCaprio e Tom Hardy, è ormai un classico del cinema outdoor, un grande film sulla sfide fra l’uomo e la natura, che poi è la metafora della sfida fra l’uomo e se stesso.

Uscito il 16 gennaio 2016 nelle sale italiane distribuito dalla 20th Century Fox, ha fatto il pieno di Oscar (regia, fotografia e all’attore protagonista) . Ora si può vedere, o rivedere, su Netflix e secondo noi ci sono almeno 5 motivi per mettersi in poltrona e immergersi nei paesaggi innevati del film, facendosi trascinare nella lotta per la sopravvivenza di Hugh Glass .

Revenant – Redivivo è una storia vera

La sceneggiatura scritta da Mark L. Smith e dallo stesso Iñárritu si ispira al romanzo di Michael Punke “The Revenant: A Novel of Revenge” pubblicato nel 2002 (in Italia è stato tradotto e pubblicato nel 2014 con il titolo “Revenant: La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta”: qui per acquistarlo in formato cartaceo o per kindle).

  

La storia è quella di Hugh Glass, pioniere e cacciatore vissuto tra il 1780 e il 1833 nella zona degli attuali Montana, North Dakota, South Dakota e Nebraska: ferito, abbandonato e tradito dai suo compagni durante una battuta di caccia nelle terre remote, Glass – interpretato da Di Caprio – percorre circa 320km per raggiungere il Fort Kiowa nel South Dakota e salvarsi.

> Per approfondire: Perché alcuni hanno lo spirito d’avventura e altri no

Michael Punke è un vero appassionato di natura e avventura

Difficile a credersi, ma Michael Punke è ambasciatore degli Stati Uniti presso il WTO di Ginevra, incarico assunto dopo una carriera politica e ministeriale a Washington DC. Tuttavia gli episodi raccontati in Revenant – Redivivo sono basati sui suoi interessi personali, tipo sciare fuoripista, pescare ed esplorare le aree remote, tutte attività che faceva da piccolo in Wyoming, lo Stato in cui è nato.

> Per approfondire: Alex Bellini: uscite, l’avventura è oltre la porta di casa

La storia di Hugh Glass è parte della cultura popolare americana

A parte il monumento che lo ritrae e che si trova sulla costa sud del Shadehill Reservoir, alla biforcazione con il Grand River, Hugh Glass e la sua storia hanno permeato la cultura popolare americana fin dal 1954, anno di pubblicazione di “Lord Grizzly” scritto da Frederick Manfred. Il 1971 è stata la volta di “Man in the Wilderness” (in italiano “Uomo bianco, va’ col tuo dio!”), film con Richard Harris nei panni di Glass, e 4 anni dopo quella di “Apache Blood”, sempre ispirata alla figura di Glass.

E se consideriamo anche la musica c’è il brano “Six Weeks” dei Of Monsters and Men dedicato esplicitamente alla vicenda di Hugh Glass.

> Per approfondire: 8 libri sulla natura e l’avventura assolutamente da leggere

  

Paesaggi e ambientazioni sono assolutamente reali

Il regista González Iñárritu si è rifiutato di utilizzare il green screen e ha voluto girare ogni scena in ordine cronologico e interamente con luce naturale: le riprese sono state effettuate principalmente nella Columbia Britannica, in Canada, e in parte nella Terra del Fuoco in Argentina a causa del protrarsi dei lavori sul set e del sopraggiungere della primavera e del caldo. Le riprese all’esterno, spesso a – 30°C hanno provocato danni alle attrezzature e indotto alcuni membri della troupe ad abbandonare il lavoro.

“Stiamo girando in location così remote che, nel tempo in cui le abbiamo raggiunte e dobbiamo tornare, abbiamo già trascorso il 40% della giornata. Ma quegli ambienti sono così fantastici e meravigliosi che sembra non siano mai stati toccati da alcun essere umano, ed è proprio ciò di cui avevo bisogno. In inverno la luce è molto ridotta, e non stiamo girando con luci elettriche, solo luce naturale. Ogni singola scena è difficile, sul piano tecnico ed emotivo”

Fonte: Deadline

La fotografia di Emmanuel Lubezki

Se alle ambientazioni reali della Columbia Britannica aggiungi la mano di Emmanuel Lubezki ottieni per forza un capolavoro: almeno così si è espresso chi ha già visto il film negli USA (dove è uscito per Natale) trovando la fotografia di Lubezki al livello dei suoi precendenti lavori che gli sono valsi 7 nomination 2 premi Oscar, 3 premi Osella e Venezia, e 3 Premi BAFTA.

> Per approfondire: I film più drammatici sul rapporto tra uomo e natura

  

Come vederlo, o rivederlo

Dopo il passaggio al cinema e l’incetta di Oscar (miglior regia, miglior fotografia, miglior attore protagonista), Revenant-Redivivo è approdato su Netflix, dove si può vedere in qualsiasi momento.

Per tutti gli altri film d’avventura e natura di questo periodo clicca qui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *